|
La frazione di Polaggia,
con le sue antiche contrade, rivela ancora oggi quelle
caratteristiche insediative che le davano in passato una
fisionomia di centro secondario, definita com'è da
un'economia agricola basata sulla piccolissima proprietà
contadina.
L'uniformità del paesaggio umano e le dimensioni in un
certo senso più ridotte, più rustiche del disegno
abitativo definiscono un particolare e gerarchicamente
subordinato ruolo sociale ed economico della zona.
Fin dai tempi antichi, l'agricoltura era meno
specializzata che altrove e si integrava largamente con
l'economia del bestiame e del maggengo.
L'ingresso tra le case di più recente costruzione che si
infittiscono sul versante colpisce per il contrasto con
la struttura quasi medievale della zona vecchia,
addensata intorno alla chiesa di S. Abbondio.
Non è difficile scoprire, sotto grossolane
ristrutturazioni, brandelli di affreschi, cioè i resti
di una civiltà antica e interessante; si possono
trovare, all'interno di gruppi di abitazioni rustiche,
persino delle corti, a volte chiuse da un robusto
portale, che al suo interno cela ancora delle tracce
intatte di un passato sistema di vita comunitaria e di
un'economia che, pur facendo parte della piccolissima
proprietà contadina, conservava necessità, esigenze e
tradizioni collettive, come per esempio la pergola, il
pozzo e qualche panca che serviva alle persone di
Polaggia, o meglio ancora ai Polaggini, per prendere il
fresco nelle sere d'estate.
Pagina curata da Alessandro Zoaldi e Filippo Della
Fonte
|