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Il Signor Zamboni |
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Venerdì
30 marzo il Signor Pin, a metà mattina, è venuto a scuola per
rilasciarci un’intervista sulle colture di una volta. |
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nucleo familiare era una piccola azienda che lavorava appezzamenti di
terreno di poche pertiche per produrre il fabbisogno per il proprio
sostentamento e allevava capre, pecore, mucche, maiali e galline. |
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Solo
le famiglie più ricche possedevano una mucca da latte e pecore per la
lana, utilizzata per fare coperte, calze e maglioni. |
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Quali specie di piante si seminavano nel
“Cumun de Culurina” ? |
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PIANTE ALIMENTARI: |
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Frumento
- il
grano veniva impiegato soprattutto per produrre la farina con cui si preparavano pane, pasta e dolci. In genere, la farina ricavata dalle varietà dure era destinata alla produzione di pasta, mentre quella ottenuta dalle varietà tenere era usata per preparare pane e dolci. I chicchi di grano erano, inoltre, utilizzati per produrre cereali per la prima colazione. Le varietà di qualità scadente e i sottoprodotti risultanti dai processi di macinazione venivano impiegati come foraggio per il bestiame. I chicchi di alcune varietà erano usati come surrogati del caffè, |
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Panico – cereale utilizzato per ottenere ottime minestre che
solitamente veniva cotto con castagne essiccate.
E’ una pianta annua erbacea alta circa |
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Orzo – cereale
utilizzato per minestre, appartenente alla famiglia delle graminacee ed ha chicchi affusolati (come la pastina). Si seminava in autunno. I suoi elementi nutritivi sono simili a quelli del frumento. |
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Granoturco – è una pianta annuale che raggiunge i 3 metri di
altezza con foglie nastriformi.
La pianta termina in alto con una pannocchia.
Le piantine venivano diradate, sfoltite in modo da farle crescere a
una certa distanza una dall’altra.
Intorno ad esse , le donne, al mattino presto, con la zappa
estirpavano le erbacce e “binavano”, cioè ammucchiavano la terra
intorno al gambo delle piantine. |
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Segale – cereale seminato in autunno e falciato a metà aprile per alimentare le mucche , le quali producevano latte in maggior quantità e miglior qualità. E’ una pianta con fusto sottile che raggiunge anche i 2 metri di altezza e termina con una spiga compatta e allungata. Dai semi macinati si otteneva la farina per la panificazione. A volte, la farina di segale veniva mischiata con quella di mais. Solo per le grandi feste, come il Natale, le pagnotte si arricchivano di fichi e noci. Le pagnotte venivano impastate con farina, acqua e lievito e poi caricate nelle gerle alle donne che si recavano a cuocerle nel forno a legna a Polaggia, presso la signora Natalia. Si pagava con una pagnotta o con 20 “ghei” (centesimi di Lira). |
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Rape – venivano seminate da giugno a settembre e si
raccoglievano da settembre a dicembre. Esternamente rossicce ed internamente bianche, avevano un gusto piuttosto amaro e per essere addolcite erano cotte con le castagne e le patate con la buccia. |
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Caffè (bevanda in sostituzione del vero
caffè) –
i semi degli
acini dell’uva venivano tostati con un tostino cilindrico che era girato a mano e poi, dopo essere macinati, erano fatti bollire. Si otteneva una bevanda di colore marrone scuro, quasi nera, che era offerta agli ammalati con l’aggiunta di un po’ di vino. |
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Castagne – un’altra risorsa alimentare per l’uomo erano le castagne. Queste, verso la fine di ottobre, erano staccate dai rami dei castagni con delle pertiche (lunghi bastoni di 5/6 metri), raccolte e portate a casa in sacchi di iuta. Una parte di queste veniva cotta con altri alimenti: rape, panico, patate ecc., altre mangiate lessate (ferudi) o arrostite (braschèr). Una buona quantità era posta ad essiccare a Rodolo, una frazione di Colorina sopra Selvetta, in cascine apposite, “cascini de’ castegni”, dove si teneva accesa la brace nel focolare in continuazione per venti giorni o un mese per permettere alle castagne di seccare. Queste venivano poste su dei legnetti posati sopra il focolare e girate ogni 10/15 giorni. Era un lavoro che richiedeva pazienza e molta perizia, poiché le castagne non dovevano bruciare e nello stesso tempo non raffreddarsi mai. Le cascine si annerivano presto di fumo. Una volta secche, le castagne erano messe in sacchi di canapa, poi questi si battevano su dei ceppi,”i sciuk”, per ripulirle dalle bucce. Per evitare che il sacco si rompesse, veniva ogni tanto inumidito con acqua. |
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Miglio -
I piccoli frutti di miglio si usavano sia per l'alimentazione umana sia come becchime per gli uccelli. Dai frutti di miglio si otteneva una farina, con la quale si facevano le "polentine" per curare le slogature.
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| PIANTE TESSILI: | |
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Canapa – pianta
erbacea piuttosto alta, era seminata all'inizio di
primavera
e tagliata in agosto. I fusti poi venivano legati in grossi fasci (covoni) e si lasciavano nei campi ad essiccare per far cadere le sementi. Successivamente si stendevano in un prato appena falciato per farli macerare con la pioggia e la rugiada, prima di essere ripuliti dalla parte legnosa con la gramola. Infine le fibre di canapa erano filate con " ruca e fus" e portate a Sondrio, o a Ponte, o ad Arigna, o a Bema per la tessitura. Con la canapa si facevano lenzuola, sacchetti per la farina e camicie senza collo. |
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Lino
- era
una coltivazione da noi molto ridotta. Con i semi di lino si
facevano le
"polentine" da applicare sulle ecchimosi e sulle ferite. Questi semi venivano dati anche alle mucche per disintossicarle o come digestivo. |
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Gelso
- coltivazione
ridotta. Le foglie venivano utilizzate per l'allevamento dei bachi da seta e successivamente come alimentazione per le mucche. |