Intervista al Signor Zamboni Primino

Il Signor Zamboni
Primino mentre lavora
il latte su un alpeggio.

Venerdì 30 marzo il Signor Pin, a metà mattina, è venuto a scuola per rilasciarci un’intervista sulle colture di una volta.
Circa 50/60 anni fa, nel nostro paese, la maggior parte delle famiglie erano composte da contadini-allevatori.

Ogni nucleo familiare era una piccola azienda che lavorava appezzamenti di terreno di poche pertiche per produrre il fabbisogno per il proprio sostentamento e allevava capre, pecore, mucche, maiali e galline.

Solo le famiglie più ricche possedevano una mucca da latte e pecore per la lana, utilizzata per fare coperte, calze e maglioni.
Il lavoro, sia quello nei campi (concimazione - semina - raccolta – fienagione), che quello per l’allevamento del bestiame richiedeva enormi fatiche fisiche,  poichè si utilizzavano attrezzi manuali quali: forche, tridenti, badili, zappe, rastrelli, gerle.
Spesso, anche questi scarseggiavano e così occorreva che il vicino di casa terminasse il lavoro nei suoi campi per farseli prestare.

 

Quali specie di piante si seminavano nel “Cumun de Culurina” ?

 

PIANTE ALIMENTARI:

      Frumento - il grano veniva impiegato soprattutto per produrre  la farina
     con cui si preparavano pane, pasta e dolci. 
       In genere, la farina ricavata dalle varietà dure era destinata alla produzione 
     di pasta, mentre quella ottenuta dalle varietà tenere
era usata per preparare
     pane e dolci.   I chicchi di grano  erano, inoltre, utilizzati per produrre cereali 
     per la prima colazione. 
     Le varietà di qualità scadente e i sottoprodotti
risultanti dai processi di              
    
macinazione venivano impiegati come foraggio per il bestiame. 
     I chicchi di alcune varietà erano usati come surrogati del caffè,

Panico cereale utilizzato per ottenere ottime minestre che solitamente veniva cotto con castagne essiccate.   E’ una pianta annua erbacea alta circa 1 metro contenente semi.   E’ molto resistente alla siccità e veniva seminata in autunno.   “ E come si può non ricordare la gioia dei giovani di allora durante il ballo del panic?” Quando le piantine venivano estirpate dai campi, portate sull’aia e stese su delle coperte di canapa (piloca), i ragazzi vi saltellavano sopra per far fuoriuscire i semi.   Come premio, di sera si ritrovavano  attorno al camino per assaporare  il delizioso gusto dei “braschèr”.    I semi venivano, in un secondo momento messi dalle donne nel “val”,  per essere ripuliti dalla pula.

   Orzo  cereale utilizzato per minestre, appartenente alla famiglia  delle 
      graminacee ed ha chicchi affusolati (come la pastina).   Si seminava in autunno. 
     I suoi elementi nutritivi sono simili a quelli del frumento. 

Granoturco  – è una pianta annuale che raggiunge i 3 metri di altezza con foglie nastriformi.   La pianta termina in alto con una pannocchia.   Le piantine venivano diradate, sfoltite in modo da farle crescere a una certa distanza una dall’altra.    Intorno ad esse , le donne, al mattino presto, con la zappa estirpavano le erbacce e “binavano”, cioè ammucchiavano la terra intorno al gambo delle piantine.   
Il granoturco veniva seminato in primavera e le stoppie venivano tagliate dopo quattro mesi, ad ottobre, quando erano state tolte dal fusto le pannocchie piene di chicchi.   Una volta raccolte, le pannocchie erano private da quasi tutte le foglie; alcune servivano per formare le “mazere”, più pannocchie legate assieme.   Questo lavoro  era svolto da tutti i componenti della famiglia durante le sere autunnali, mentre si scaldavano attorno al camino e gli avi raccontavano le loro esperienze dei tempi passati.  
Le pannocchie erano poi poste ad essiccare nei solai, appese a dei lunghi bastoni.   Infine, queste venivano sgranate ed i chicchi gialli raccolti in sacchi di canapa, portati al mulino per essere macinati.   Quando i contadini non avevano i soldi per pagare, lasciavano al mugnaio la “malidura”, cioè un po’ di farina.   La farina migliore era quella macinata con le macine in pietra.   Lo scarto,ovvero la crusca, era utilizzata per l’alimentazione degli animali.   Le stoppie erano tagliate, legate a piccole fascine, poste nel fienile in posizione verticale ad essiccare e poi tagliate e date come verdura alle mucche durante l’inverno.   Le brattee, cioè le foglie che ricoprivano le pannocchie, venivano invece usate per fare la “bisaca”.   Le donne le lavavano bene, le facevano seccare ed infine le infilavano in un grande sacco di canapa sbiancata e facevano così i loro materassi.

Segale cereale seminato in autunno e falciato a metà aprile per alimentare le mucche , le quali producevano latte in maggior quantità e miglior qualità.   E’ una pianta con fusto sottile che raggiunge anche i 2 metri di altezza e termina con una spiga compatta e allungata.   Dai semi macinati si otteneva la farina per la panificazione.   A volte, la farina di segale veniva mischiata con quella di mais.   Solo per le grandi feste, come il Natale, le pagnotte si arricchivano di fichi e noci.   Le pagnotte venivano impastate con farina, acqua e lievito e poi caricate nelle gerle alle donne che si recavano a cuocerle nel forno a legna a Polaggia, presso la signora Natalia.   Si pagava con una pagnotta o con 20 “ghei” (centesimi di Lira).

   Rape – venivano seminate da giugno a settembre e si raccoglievano da settembre
     a dicembre.   Esternamente rossicce ed internamente 
bianche, avevano un gusto
     piuttosto amaro e per essere addolcite erano cotte con le castagne e le patate con 
     la buccia.

   Caffè (bevanda in sostituzione del vero caffè) – i semi degli acini
      dell’uva venivano tostati con un tostino cilindrico che era girato a mano e poi,
      dopo essere macinati, erano fatti bollire.  
    
Si otteneva una bevanda di colore marrone scuro, quasi nera, che era offerta agli
     ammalati con l’aggiunta di un po’ di vino.

Castagne – un’altra risorsa alimentare per l’uomo erano le castagne.   Queste, verso la fine di ottobre, erano staccate dai rami dei castagni con delle pertiche (lunghi bastoni di 5/6 metri), raccolte e portate a casa in sacchi di iuta.   Una parte di queste  veniva cotta con altri alimenti: rape, panico, patate ecc., altre mangiate lessate (ferudi) o arrostite (braschèr).   Una buona quantità era posta ad essiccare a Rodolo, una frazione di Colorina sopra Selvetta, in cascine apposite, “cascini de’ castegni”, dove si teneva accesa la brace nel focolare in continuazione per venti giorni o un mese per permettere alle castagne di seccare.   Queste venivano poste su dei legnetti posati sopra il focolare e girate ogni 10/15 giorni.   Era un lavoro che richiedeva pazienza e molta perizia, poiché le castagne non dovevano bruciare e nello stesso tempo non raffreddarsi mai.   Le cascine si annerivano presto di fumo.   Una volta secche, le castagne erano messe in sacchi di canapa, poi questi si battevano su dei ceppi,”i sciuk”, per ripulirle dalle bucce.   Per evitare che il sacco si rompesse, veniva ogni tanto  inumidito con acqua.

   Miglio - I piccoli frutti di miglio si usavano sia per l'alimentazione umana sia come
    becchime per gli uccelli.
    Dai frutti di miglio si otteneva una farina, con la quale si facevano le "polentine" per
    curare le slogature.
    

 

PIANTE TESSILI:

   Canapa – pianta erbacea piuttosto alta, era seminata all'inizio di primavera e 
     tagliata in agosto.   I fusti poi venivano legati in grossi fasci (covoni) e si lasciavano 
     nei campi ad essiccare per far cadere le  sementi. 
     Successivamente si stendevano in un prato appena falciato per farli macerare con la
     pioggia e la rugiada, prima di essere ripuliti dalla parte legnosa con la gramola. 
    Infine le fibre di canapa erano filate
con " ruca e fus" e portate a Sondrio, o a 
     Ponte, o ad Arigna, o a Bema per la tessitura.
     Con la canapa si facevano lenzuola, sacchetti per la farina e camicie senza collo.     

     Lino - era una coltivazione da noi molto ridotta.   Con i semi di lino si facevano le 
    "polentine" da applicare sulle ecchimosi e sulle ferite.
     Questi semi venivano dati anche alle mucche per disintossicarle o come digestivo.  

     Gelso - coltivazione ridotta.   Le foglie venivano utilizzate per l'allevamento dei
    bachi da seta e successivamente come alimentazione per le mucche.