LA   CANAPA

 

 

Nonno Mario e nonna Alessandra hanno conservato dei vecchi strumenti che venivano usati nel passato per la lavorazione della canapa.

Nonno Mario racconta che una volta anche nel nostro paese veniva coltivata la canapa.
La canapa è una pianta simile all’ortica ma molto più grande, che può raggiungere l’altezza di due o più metri. 

 

In agosto avveniva la raccolta della canapa che veniva legata in fasci.
I fasci di canapa erano poi messi in una grande pozza  stagnante  situata in prossimità del fiume Adda e lasciati a macerare per più di un mese .
Trascorso il tempo della macerazione, i fasci di canapa venivano estratti dall’acqua, fatti asciugare e quindi essiccare.
In seguito si procedeva alla gramolatura della canapa, attività che veniva svolta con l’aiuto della “fraia” o gramola.

 

 

La “fraia” è una specie di cavalletto con una leva di legno che si abbatteva sui mazzetti di canapa essiccata per separare le parti legnose dalle fibre tessili.

Il signor Mario sta dimostrando come avviene la gramolatura.
Per liberare le fibre da tutte le impurità, la canapa veniva poi pettinata

 

LA PETTINATURA

 

Si procedeva quindi alla filatura della canapa con l’utilizzo della rocca e del fuso.
La canapa filata veniva poi raccolta in matasse con l’aiuto dell’aspa.

 

 

La canapa raccolta in matasse era pronta per essere tessuta.
I tessuti di canapa erano utilizzati per fare le lenzuola, le coperte, i “pelot”e i pantaloni per gli uomini.