LA "RUCA" E IL "FUS"

Prima   di   tutto   è necessario   sfilacciare   la   lana

 

 

La lana sfilacciata viene poi cardata per essere districata e liberata dalle impurità.
La signora Anita mette alcuni biòccoli di lana sopra uno “scart” o scardasso e poi la pettina con un secondo “scart”.

 

Solleva quindi delicatamente la lana pettinata dai chiodi uncinati dello “scart” e…

 

 

… la mette nella “ruca”.

 

Sistema poi la “ruca” a tracolla infilando l’asta all’interno della cintura del grembiule.
Ora inizia a filare.
Anita sfila verso il basso poche fibre di lana e le torce con la punta delle dita per formare il filo che poi fissa e avvolge al fuso.

 

 

Queste azioni vengono ripetutamente svolte ed il filo, prodotto dall’abile movimento delle dita, viene ulteriormente ritorto per mezzo della rotazione del fuso.

IL FILATOIO

 

Con questo procedimento Anita produce il filo con le dita e pedala contemporaneamente.
Il movimento del pedale fa girare la ruota e quest’ultima trasmette il movimento al “ruchet” sul quale si avvolge il filo ritorcendosi.

 

Questo metodo di filatura è più veloce e meno faticoso rispetto a quello con la rocca e il fuso; permette inoltre di produrre un filo più sottile e più ritorto.