BERBENNO

Berbenno di Valtellina, un piccolo comune montano, sorto alle pendici delle Alpi Retiche, formato dal nucleo centrale di Berbenno e da otto frazioni, è popolato da 4185 abitanti.    
 E' diviso fra il nucleo "nobile", sede comunale, e le frazioni prevalentemente agricole di Polaggia, Foppa, Regoledo, Monastero e S.Pietro, da poco sviluppatosi come centro artigianale e industriale. 
Ha origini storiche molto lontane come testimoniano le monete romane rinvenute nel territorio di Berbenno lungo la via Valeriana che percorreva la Valtellina lambendo il fondovalle allora impraticabile. Altra antica testimonianza dell'importanza di Berbenno è la chiesa plebana di S. Pietro del X secolo, rifatta nel XVI secolo. Alluvionata più volte, il suo pavimento è stato rialzato in diversi momenti. 
Nel nucleo di Berbenno esistono tuttora edifici in pietra con portali decorati, stemmi nobiliari e l'alta Torre dei Capitanei.
    
ra le testimonianze storiche più antiche troviamo i pochi resti del Castello di Roccascissa e del Castello di Mongiardino dove ora sorge la chiesetta di S. Gregorio. Sul dosso dove ora ha sede la Scuola Media Valorsa, scavato nella roccia, c'è un avello funerario chiamato la "Cuna del Bau" di origini antiche ma incerte. Tra le numerose chiese ed edicole, testimonianza della vita religiosa della popolazione, alcune spiccano per il loro valore artistico. La più importante è la basilica di S. Maria Assunta sorta nel XII secolo e ricostruita nel XVI. Altre testimonianze artistiche esistono nella basilica di S. Abbondio a Polaggia e nella "Chiesa Priorale" di S. Benigno de' Medici a Monastero. Qui c'è ancora, ben conservato, ristrutturato e ora usato come villa privata, il convento retto da S. Benigno nella seconda metà del 1400. Le festività religiose sono ancora molto sentite e spesso accompagnate da sagre. Le più importanti sono quella di S. Giuseppe (19 marzo) con relativa fiera e quella di S. Benigno (12 febbraio), detta di S. Bello con consumazione di galline bollite e di risotto alla milanese, il tutto innaffiato dal locale vino Maroggia, che si fregia del marchio D.O.C.G. Grazie alla posizione climatica privilegiata, per l'esposizione al sole del versante retico, sono sorti sui contrafforti della montagna i terrazzi coltivati a vigneto. Nel fondovalle e nei conoidi dei torrenti il foraggio è la coltivazione più diffusa. In montagna fino oltre i 2000 metri ci sono gli alpeggi per la transumanza estiva dove viene prodotto ottimo formaggio. Nel fondovalle si sono sviluppati gli allevamenti con aziende agricole per la produzione di latte e di formaggi tipici. Lungo i torrenti sorgevano mulini e segherie che sfruttavano la forza dell'acqua. Rimane come testimonianza il mulino Della Ghelfa, da poco ristrutturato.   

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