La giornata lavorativa di un contadino-allevatore

 

Mucche al pascolo.

La giornata lavorativa del Sig. Zamboni Adriano comincia alle cinque del mattino.   A quell'ora ha inizio la mungitura delle mucche nell'apposito locale.   L'allevatore pulisce i capezzoli delle vacche che si dispongono a tre a tre negli appositi autotandem, con acqua tiepida e, poi, vi attacca i cilindri aspiranti della mungitrice.   L'operazione dura circa un'ora e mezza e termina così alle 6,30.
Prima di rimandare le bestie nella stalla , vengono loro disinfettate le mammelle con un olio particolare che lascia sui capezzoli una sottile pellicola e che ostacola il passaggio dei microbi e dei batteri ed evita così alla bestia di ammalarsi  di mastite.    Questa è una malattia frequente delle  mucche che viene contratta sia a causa della cattiva alimentazione, sia a causa dei batteri che entrano nello sfintere dei capezzoli  e si moltiplicano.

Si procede poi all'alimentazione del bestiame:  viene somministrato l'unico pasto giornaliero.  L'allevatore scarica direttamente dal trattore il cibo composto da mais, fieno, soia e vari mangimi industriali, lungo il corridoio tra le inferriate dei box.   
Terminata questa attività, l'allevatore dedica il suo tempo ad altre mansioni:  si reca dalle bestie partorienti per controllare il loro stato di salute, visita con il veterinario le mucche ammalate, svolge lavori nei prati e nei campi.
Solitamente, il periodo che va da mezzogiorno alle quattordici è dedicato al pranzo e ad una breve pausa.
Alle 17, il Sig. Adriano riprende il lavoro della mungitura.   Alla fine, tutti gli attrezzi del locale della mungitura vengono da lui lavati e sterilizzati.   Egli, poi, sistema le cuccette rinnovando la segatura e la paglia.   La pulitura della stalla viene effettuata solo una volta al giorno:  di notte verso le ore 2.   Una pompa elettrica spinge il liquame in canaletti che sfociano in un vascone esterno alla stalla.
La giornata lavorativa del Sig. Adriano termina circa alle ore 19-19,30.   Egli afferma, poi, che il tempo libero degli allevatori-contadini è poco, poiché essi lavorano anche nei giorni festivi.
Nella sua azienda lavorano con lui il padre Primino di 72 anni e a part-time la moglie Mara.   Nella sua stalla non è possibile lavorare a turni, in quanto sarebbe necessario assumere del personale.
Il Sig. Zamboni ha scelto questa attività per amore verso gli animali:  preferisce lavorare in proprio e questo lavoro gli dà soddisfazione e il guadagno è superiore a quello realizzato con un lavoro da dipendente.
Oltre ad allevare il bestiame, egli lavora la campagna:  in estate taglia il fieno, in autunno si dedica alla raccolta del fieno e successivamente alla concimazione, in primavera all'aratura ed alla semina.
Durante la fienagione viene aiutato dai parenti.
L'azienda possiede alcuni trattori, lo spargiletame , lo spargiliquami, la falciatrice, il ranghinatore, lo spargifieno, l'aratro, l'imballatrice, la seminatrice, la trincia-mais, lo spargidiserbanti.

  La monticazione -  Dal 1983, il Sig. Zamboni non si reca più sugli alpeggi per i seguenti motivi:
·        mancanza di strade agevoli;
·        baitoni e casere troppo vecchie;
·        norme igieniche da osservare, dettate dalla CEE, troppo esigenti;
·       
diminuzione di latte per ogni capo di bestiame nel primo periodo di monticazione.

Ultimamente la regione Lombardia ha stanziato dei finanziamenti per migliorare gli alpeggi, ma, secondo il Sig. Adriano. coloro che li hanno abbandonati difficilmente vi ritorneranno.   Egli è convinto che gli alpeggi sia un patrimonio in estinzione.

  La  protesta degli allevatori - Il Sig. Zamboni nei mesi scorsi ha partecipato a due manifestazioni indette dalla Coldiretti contro la legge 54 per gli alpeggi, che è molto severa per quanto riguarda le norme igieniche da rispettare.   Perfino l'acqua dei ruscelli andrebbe analizzata prima di essere utilizzata per il lavaggio dei prodotti caseari.
Egli aggiunge che gli allevatori sono scesi in piazza più volte a causa delle quote latte.   Spiega che il nostro bestiame potrebbe produrre più latte, ma per problemi di mercato dobbiamo riceverne una gran quantità dall'Olanda, dalla Germania e da altri Paesi Europei.    Infatti, noi italiani vendiamo ai Paesi del Nord Europa i nostri prodotti agricoli quali agrumi, ortaggi, vini ecc., ma al tempo stesso dobbiamo acquistare i loro prodotti caseari.
In Valtellina, poi, negli ultimi anni, sono andati persi molti certificati di mucche da latte e quindi le quote latte sono diminuite.   Entrando a far parte del Mercato Comune Europeo, con la grande invasione del latte degli altri paesi sul mercato italiano, il prezzo del latte è sceso a €.0,325 (£. 630) al litro con grande danno per gli allevatori.   La CEE ha poi stabilito che nel prossimo futuro il prezzo salirà prima a €. 0,335 (£.650) e poi a €.0,340 (£.660) al litro.

  Enti ed associazioni-  Sotto il profilo fiscale i contadini-allevatori sono aiutati dalla Coldiretti, la quale fornisce loro dei commercialisti per la contabilità e le pratiche fiscali.
L'Associazione Allevatori segue il comparto zootecnico per promuovere una sempre maggiore selezione dei capi allevati.    L'Associazione mira a selezionare capi che oltre ad essere fisicamente belli e robusti siano anche molto produttivi di latte.

 

Animali maggiormente allevati.