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In seguito ad un nostro invito ,Venerdì 12.01.01, a scuola è venuto
un veterinario che fa parte della A.S.L. di Sondrio.
Dall’intervista che noi alunni gli abbiamo rivolto è emerso quanto
segue:
presso
le A.S.L. lavorano veterinari che controllano le mucche da vive e altri
che eseguono controlli sugli animali morti ;
le mucche o, per
usare il termine tecnico vacche, sono animali molto resistenti.
Infatti, prima di essere addomesticate vivevano
libere e resistevano alle varie intemperie.
Mangiavano in fretta e poi si ritiravano in un angolo a ruminare.
Ora il loro ritmo di vita
è variato poiché vengono tenute in luoghi ristretti e sono curate dagli
allevatori.
1.
LE MALATTIE: Le
vacche si ammalano quando vengono a mancare luce, aria, acqua ed alimenti
sani. Quando infatti le condizioni ambientali sono poco favorevoli, quando
nell’azienda manca l’igiene, diminuiscono le difese immunitarie
nell’animale che si ammala facilmente.
La mucca che ha mangiato fieno ammuffito, che ha bevuto acqua inquinata o
che è rimasta per parecchio tempo in un luogo buio e poco arieggiato,
inizia a non più mangiare regolarmente, fatica a reggersi in piedi, non
muove la coda e diminuisce la produzione del latte.
Le
malattie più comuni che colpiscono questi animali si possono distinguere
in due grandi gruppi :
a)
Alimentari
b)
Infettive.
a)
MALATTIE ALIMENTARI: Le
partite di fieno avariate intossicano gli animali e per questo è
necessario controllare accuratamente che il fieno non sia ammuffito.
Un altro alimento oggi molto usato è il mais che, una volta
macinato, deve essere ben racchiuso in
un ambiente anaerobico (senza aria ) per non fermentare e divenire
tossico.
Molta cura va riservata anche all’alimentazione dei
vitellini, dalla loro nascita allo svezzamento.
Per farli crescere sani è importante fare loro succhiare il latte
direttamente dalle mammelle della madre, perché, così facendo, essi
succhiano con la testa rivolta verso l’alto e il
latte defluisce nel loro stomaco a piccoli getti e si coagula adagio
adagio. Non
si corre così il rischio della formazione di grossi blocchi di latte coagulato che
creerebbero problemi allo
stomaco. Importante è
anche controllare la quantità del latte ingerito perché, come dice un
saggio proverbio antico, “il troppo fa male” e si corre il rischio di
fare indigestione e
conseguentemente di sovraccaricare il fegato di grassi.
b)
MALATTIE
INFETTIVE
: Queste
malattie vengono trasmesse attraverso virus e batteri che passano
dall’animale ammalato
e quello sano trasportati anche dalle scarpe, sporche di letame,
dell’allevatore.
AFTA: il contagio è veloce e può avvenire attraverso aria e vento,
materiale agricolo, latte, escrementi, alimenti infetti e scarpe
dell'uomo. La malattia può portare l'animale alla morte.
Il bovino
colpito da questa malattia ha pustole attorno agli zoccoli in bocca e sul
muso, perde bava, ha febbre e va
tenuto lontano dagli altri animali e dagli uomini. Quando la malattia è
diffusa tra i capi di bestiame di un allevamento, è necessario bruciare
tutto il fieno, attrezzature
e stalle. Questa malattia molto diffusa nel passato è ora debellata dalla
vaccinazione .
CARBONCHIO
EMATICO: è una malattia comunemente
chiamata “ mal del carbun” perché
in sua presenza il sangue della mucca diventa nero.
E’ molto contagiosa e passa facilmente all’uomo soprattutto attraverso
le piaghe o escoriazioni sulle mani durante la macellazione dell’animale infetto.
Le bestie
portatrici di questa malattia vengono
sepolte nei campi maledetti, così chiamati perché il terreno rimane infetto attraverso spore per molto tempo.
BRUCELLOSI: è trasmessa dal genere “Bovis Melitensis” che passa dalla
mammella. Può
contagiare anche l’uomo quando beve latte non bollito. Questa malattia
passa dall’animale
infetto a quello sano durante il parto. Viene trasportato dai liquidi dell’utero o delle membrane infette
dell’animale o semplicemente
dalle mani dell’uomo.
LEUCOSI: è una forma tumorale di leucemia.
T.B.C.: è una malattia respiratoria.
INFLUENZA: è una malattia trasmessa attraverso virus.
La vacca ha la febbre
che viene misurata con un
termometro rettale ( fino a 38,5°/ 39° la temperatura è nella norma).
B.S.E: Il morbo si manifesta nelle vacche sotto forma di una diminuzione
della produttività e di
disturbi comportamentali quali paura ed aggressività.
Dal momento del contagio fino all’insorgere della malattia trascorrono
in media 5 anni.
La malattia è provocata da un PRO-VIRUS che si sviluppa in modo abnorme e
pare che il
contagio avvenga tramite farine animali che hanno subito un trattamento
termico insufficiente e
che contengono cervello o midollo spinale di animali infetti.
La malattia conduce alla morte entro pochi mesi. Non esistono né
vaccini né possibilità di
trattamento. La diagnosi può essere fatta soltanto dopo la morte
dell’animale sulla base di esami
e di campioni di cervello. La malattia si trasmette dalla mucca al vitello
e, probabilmente, dalla mucca all’uomo attraverso una variante( crentzfeldt
jacob).
Sono indenni dalla malattia i vitelli che non hanno compiuto il primo anno
di età.
L’organizzazione mondiale della sanità ha vietato il consumo di alcune
parti di bovino quali: cervello,
midollo spinale, occhi, tonsille, intestino.
Le vacche morte di B.S.E. vengono bruciate e le ceneri vengono sepolte in
luoghi lontani da
sorgenti di acqua (aree cimiteriali).
Per ora i casi di morte per B.S.E. sono limitati.
Chi interviene nelle
MALATTIE
MENO GRAVI:
Solitamente quando una
malattia non è complicata viene curata direttamente dall’allevatore
come in casi di DIARREA causata spesso dal latte non digerito o quando
l’animale zoppica. In
questo ultimo evento l’allevatore con L’ARLA, che è un attrezzo
particolare, pulisce lo zoccolo e lo disinfetta con solfato di rame o
"sungia."
MALATTIE
GRAVI:
Nelle
malattie più serie viene chiamato il veterinario che cura non più il
singolo animale, ma il gruppo con vere e proprie medicine e
antibiotici, oppure con medicine omeopatiche.
Il dottor Bongiolatti preferisce usare le medicine chimiche solamente
in casi strettamente necessari e sostiene che curare con le erbe è sempre
stato ed è tuttora un metodo valido.
Per
PROBLEMI RENALI infatti si rivela ancora molto utile l’infuso con la
“gremigna” che fa urinare, mentre per la DIARREA,
buono è l’infuso con corteccia di rovere e tannino che sono
astringenti.
Non esiste pronto soccorso per i casi di urgenze, ma, solitamente, ogni
allevatore, a pagamento, ha il veterinario di fiducia per risolvere i
problemi della propria stalla.
Competenza del veterinario, quando una mucca ha contratto una malattia, è
anche quello di prescrivere i giorni di astensione
dal bere il latte e nell’uso delle carni.
La
cura migliore rimane comunque la prevenzione praticata attraverso vaccini.
Alcuni di questi sono diventati obbligatori come quello della T.B.C. .
In via di espansione sono ora gli allevamenti
biologici dove
vengono usati farmaci e alimenti esclusivamente naturali.
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