I problemi dei coltivatori-allevatori

 

 

Intervista al vicedirettore della Coldiretti.  

Venerdì 8 Marzo 2002, è venuto nella nostra scuola, il vicedirettore della Coldiretti che ci ha spiegato i compiti della sua organizzazione sindacale.  La Coldiretti, infatti, è il sindacato che aiuta i coltivatori/allevatori, nei loro problemi.

  1.  Inizialmente questo ente è sorto per difendere gli interessi dei coltivatori e degli allevatori i quali non avevano diritto nemmeno alla pensione.   Grazie all’impegno della Coldiretti, ora le donne percepiscono la pensione a 60 anni mentre gli uomini a 65 anni; naturalmente i coltivatori e gli allevatori, durante l'attività lavorativa, pagano dei contributi e in base agli anni di contribuzioni, hanno diritto ad una pensione più o meno consistente.

  2. Negli uffici della Coldiretti c’è del personale che provvede a sbrigare varie pratiche burocratiche per gli allevatori e i coltivatori:

  • pagamento delle tasse;

  • emissione di fatture per i prodotti venduti;

  • contabilità delle aziende (registrazione dei soldi incassati con la vendita dei prodotti e delle spese) per poter fare un bilancio dell’azienda a fine anno;

  • informazione ai coltivatori e agli allevatori in merito alle leggi vigenti che li riguardano, sia per il pagamento delle tasse, sia per ottenere contributi, sia per le norme igieniche, ecc…;

  • richiesta per i suoi iscritti di contributi allo stato, alle regioni, alle provincie, alla comunità montana, alla comunità europea per gli interventi sul territorio, per creare posti di lavoro, o per acquistare macchinari, o costruire stalle e laboratori; in questi ultimi anni, la comunità europea ha concesso dei fondi per migliorare le strutture anche sugli alpeggi, ed evitare, di conseguenza, l’abbandono di essi;

  • gli uffici della Coldiretti hanno attrezzature moderne e provvedono a trasmettere per via telematica pratiche e dati, raccolti presso allevatori e coltivatori, ed altri enti. 

Ora la Coldiretti lavora per la difesa del reddito dei coltivatori / allevatori (salari).
            A questo scopo cerca di:

  • ottenere fondi per migliorare gli ambienti di lavoro, anche dal punto di vista igienico;

  • modernizzare le aziende per farle produrre di più e meglio ( maggior quantità, ma, al tempo stesso, anche miglior qualità dei prodotti);

  • piazzare nel migliore dei modi i prodotti sul mercato nazionale, europeo, internazionale, puntando sulla qualità ( se un prodotto è buono, le persone sono disposte a pagare  qualcosa in più);

  • imprimere i marchi di qualità sui prodotti, in modo che i consumatori possano conoscere la storia del prodotto stesso, dalla nascita fino alla sua comparsa sui banchi vendita;

  • dare sviluppo alle colture biologiche, per avere prodotti ricavati da terreni non trattati chimicamente; è comparso sul mercato anche il latte biologico, prodotto da vacche alimentate in modo naturale, senza mangimi chimici;

  • aprire aziende didattiche per visite di gruppi turistici e scolaresche con lo scopo di reclamizzare i prodotti ( se un prodotto è conosciuto per la sua qualità viene acquistato facilmente) ;

  • sviluppare l’agriturismo, che consiste nel fare soggiornare le persone presso un’azienda agricola; i turisti o pagano il vitto e l’alloggio oppure si sdebitano per questa bella vacanza  collaborando nelle attività stagionali.   Anche questa è una opportunità per fare conoscere i prodotti e la cucina locale;

  • Partecipare all’organizzazione dei mondiali di sci nel 2005 a Bormio per poter pubblicizzare meglio i nostri prodotti e poterli piazzare sui mercati anche internazionali.

Dal 2001 la Coldiretti ha promosso un progetto chiamato “Campagna amica” con lo scopo di avvicinare alunni e famiglie al mondo contadino e invogliare i ragazzi ad una sana e corretta alimentazione.

 

CONCLUSIONE 

La Coldiretti della nostra provincia cerca di fare gli interessi dei nostri coltivatori e allevatori, che sono molto diminuiti di numero, soprattutto negli ultimi 50 anni.
Le aziende agricole e gli allevamenti sono però più consistenti: lavorano più terreni e allevano molti capi di bestiame.
Questo è stato possibile con la comparsa nelle aziende di moderni macchinari.
Questo sindacato si impegna a far vendere i prodotti dei coltivatori e degli allevatori, cercando di vincere la concorrenza straniera: puntano sulla qualità dei prodotti e la genuinità (marchio di qualità).
Lo sforzo della Coldiretti è quello di divulgare i prodotti anche sui mercati esteri.
Il signor Belottini ha ricordato che il primo prodotto venduto all’estero e precisamente già 300 anni fa sui mercati svizzeri è il vino dei nostri vigneti 
( Sassella, Grumello, ecc.) .
Ora la Valtellina è rinomata anche per la produzione di mele, di miele, latte, latticini, formaggio Bitto, formaggio Casera e per i tradizionali piatti, quali pizzocheri, sciat, polenta, pane di segale, bresaola e altri salumi e per i suoi rinomati vini.

 

PRODOTTI GARANTITI O PRODOTTI A MENO COSTO ? 

La Coldiretti punta sulla garanzia, cercando di far capire al consumatore, che è meglio acquistare un prodotto di qualità che uno non garantito a meno costo.
Infatti, in questo periodo, si sforza di far capire alla gente che il latte fresco è quello che dura solo 4 giorni ed è migliore del latte importato che scade dopo 10 giorni.
Inoltre, in seguito al problema della mucca pazza (B.S.E.), l’Ente aiuta gli allevatori a far arrivare la loro carne nelle macellerie con una dettagliata certificazione e nello stesso tempo favorisce la tranquillità del consumatore.

Mucca al pascolo con campanaccio.